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Ritiri Spirituali di Gruppo
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Matrimoni nel mese di settembre
Cinzia e Paolo Claudia e Carlo Sabrina e Moreno Michela e Elvis Sara e Giorgio |
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Dichiarazione del Pontificio
Consiglio per la Famiglia sulla Risoluzione del
Parlamento Europeo del 16 marzo 2000 che
equipara la famiglia
alle "unioni di fatto", comprese quelle omosessuali
I mezzi
di comunicazione informano che il Parlamento Europeo
ha approvato una Risoluzione sul rispetto dei diritti
umani nell'Unione Europa che contempla anche la modalità
delle unioni di fatto e tra esse la convivenza dichiarata
tra persone dello stesso sesso, come pure la necessità
di riconoscere "matrimoni legali" tra persone
dello stesso sesso.
Tale Risoluzione
costituisce un grave e ripetuto attentato contro la
famiglia fondata sul matrimonio, quale unione di amore
e di vita tra un uomo e una donna, dalla quale scaturisce
naturalmente la vita. Su tale unione matrimoniale,
essendo un bene necessario, è solidamente basata ogni
società. Negare questa fondamentale ed elementare
verità antropologica porterebbe alla distruzione del
tessuto sociale. Equiparare tali unioni di fatto,
e ancora più quelle omosessuali, alle unioni propriamente
matrimoniali e invitare i Parlamenti ad adeguare la
legislazione in tal senso, non costituisce un disconoscimento
della profonda aspirazione dei popoli nella loro più
intima identità.
Nel corso
della storia i popoli hanno riconosciuto saggiamente
ciò che è e comporta il matrimonio, che invece ora
viene sottomesso ad una così fuorviante interpretazione
da parte del Parlamento Europeo mediante tale Risoluzione.
Fortunatamente i Parlamenti dell'Europa sapranno sicuramente
essere in sintonia con la stragrande maggioranza delle
famiglie europee, che occorre urgentemente sostenere
nella loro nobile missione e che ora si vedono ingiustamente
equiparate a questo tipo di "unione" con
tale Risoluzione che in nessun modo ha un autentico
valore legislativo né è di orientamento obbligatorio.
La natura specifica della famiglia, fondata sul matrimonio,
è riconosciuta dalla maggioranza delle Costituzioni
europee. Tale natura non è peraltro soltanto una verità
dei credenti, ma patrimonio naturale dell'umanità,
inscritta nel cuore dell'uomo e che caratterizza la
cultura dei popoli.
I legislatori,
pertanto, e in modo particolare i parlamentari cattolici,
non dovrebbero favorire con il loro voto questo tipo
di legislazione poiché contraria al bene comune e
alla verità dell'uomo e quindi veramente iniqua.
Città del
Vaticano, 17 marzo 2000
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